Parkinson, la stimolazione cerebrale ‘adattativa’ migliora la gestione clinica dei pazienti

Milano, 28 febbraio 2025 – Al via l’utilizzo del nuovo sistema di stimolazione cerebrale profonda (deep brain stimulation, DBS) in grado di erogare una stimolazione “adattativa” presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi ASST Gaetano Pini-CTO di Milano e l’Azienda Ospedale-Università di Padova.

Il Parkinson è una malattia che compromette gravemente la mobilità, il linguaggio, il sonno, l’indipendenza e la qualità di vita dei pazienti e dei caregiver e che oggi colpisce oltre 1,2 milioni di persone in Europa e più di 10 milioni di persone in tutto il mondo. In Italia si stima che siano circa 300 mila le persone affette da questa patologia, con una prevalenza di circa 300 casi ogni 100.000 abitanti.

Per 30 anni, le persone affette da questa malattia hanno potuto beneficiare della stimolazione cerebrale profonda (DBS), una tecnologia che trasmette segnali elettrici al cervello per migliorarne i sintomi cardine della malattia. Oggi, grazie a un rivoluzionario progresso tecnologico e scientifico, i pazienti possono accedere a una terapia adattativa che regola in tempo reale l’ampiezza di stimolazione, basandosi sull’attività cerebrale specifica del singolo paziente, consentendo di migliorare il beneficio della terapia.

Un traguardo che segna significativi progressi nella gestione della malattia. In particolare, il monitoraggio dettagliato dei segnali cerebrali permette finalmente una vera personalizzazione della stimolazione basata sulle specifiche esigenze del singolo paziente, aumentandone la precisione e l’efficienza.

“È una rivoluzione dal punto di vista della gestione clinica dei pazienti, un significativo passo avanti verso la personalizzazione delle cure – afferma il dott. Salvatore Bonvegna, Responsabile Ambulatorio Neuromodulazione del Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST Gaetano Pini CTO di Milano – Questi nuovi dispositivi permettono di registrare l’attività dei nuclei cerebrali, dove viene posizionato l’elettrodo, e di aggiustare in tempo reale l’erogazione della corrente in base al segnale cronicamente registrato, che riflette le specifiche esigenze del paziente e le sue attività quotidiane”.

“I risultati preliminari – aggiunge il dott. Bonvegna – ottenuti presso il nostro Centro nei primi cinque pazienti già in terapia con la DBS in modalità adattativa da circa un mese sono davvero molto positivi e promettenti”.

“La possibilità di monitorare l’attività cerebrale in cronico permette di raccogliere fondamentali informazioni sull’attività cerebrale dei nostri pazienti per conoscere meglio la malattia di Parkinson e sviluppare nuove terapie”, prosegue la dott.ssa Chiara Palmisano, Ingegnere Biomedico in forza alla Fondazione Pezzoli e al Centro Parkinson e Parkinsonismi di Milano.

“La capacità di adattare, in maniera sistematica, la stimolazione al funzionamento cerebrale dei pazienti in base alle diverse caratteristiche cliniche, che si aggiunge alla possibilità di direzionare il segnale – spiega il prof. Angelo Antonini, Responsabile Unità Parkinson AOU di Padova – rappresenta un evento epocale nello sviluppo della terapia di stimolazione del Parkinson, che finora invece non è mai stata personalizzata, ma è sempre stata somministrata con impostazioni standard indipendentemente da quelle che sono le fluttuazioni giornaliere dei sintomi. Oggi, grazie a questa nuova tecnologia, è possibile identificare il punto giusto da stimolare, ma soprattutto è possibile leggere il funzionamento dei circuiti cerebrali e modularli individualmente adattandoli alla persona, al suo quotidiano a seconda dell’attività che svolge”.

La terapia sarà presto disponibile in altri centri di riferimento in tutta Italia.

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