Giornata per la prevenzione della sindrome del bambino scosso, info-point al Gaslini
Genova, 4 aprile 2025 – Scuotere violentemente un neonato per cercare di calmare il suo pianto inconsolabile può causare una forma di trauma cerebrale che in un caso su quattro porta al coma o alla morte: è la Sindrome del bambino scosso “Shaken Baby Syndrome”, oggi in Italia ancora troppo poco conosciuta.
Il 5, 6 e 7 aprile, tornano le Giornate nazionali di prevenzione che portano, in 70 città di 18 regioni italiane, gli infopoint della campagna di Terre des Hommes NONSCUOTERLO! per spiegare cos’è la Shaken Baby Syndrome e come prevenirla.
L’Istituto Gaslini aderisce alla Giornata Nazionale “Non scuoterlo” allestendo uno spazio presso il Pad 20, piano terra, per realizzare un info point finalizzato alla distribuzione di materiale illustrativo e di sensibilizzazione, presidiato a turno da infermieri, terapisti, pediatri, dipendenti dell’ospedale Gaslini ed ex dipendenti e da socie soroptimiste e da volontarie. Dalle ore 9 alle 16 personale sanitario e volontari offriranno depliant e gadget e soprattutto la possibilità di interloquire con esperti per la gestione delle crisi di pianto nel bambino da zero a sei mesi.
Ai genitori afferenti alla struttura per visite ed esami ambulatoriali ai loro figli, verranno fornite informazioni su “Non scuoterlo”, spiegando la pericolosità di tale manovra nel bambino piccolo, e forniti consigli su quanto opportuno fare in caso di pianto inconsolabile, unendo al fondamentale apporto del pediatra suggerimenti gestionali non solo per aiutare il bimbo, ma anche per i caregiver stessi, su come mantenere meglio l’autocontrollo in tale difficile contesto. Sarà distribuito materiale informativo sulla problematica, con indicazioni a documentazione, anche fornito da Terres des Hommes Italia Onlus.
L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Terre des Hommes e Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e pediatria), con Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri), nonché con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile.
“La Sindrome del bambino scosso è una delle forme più gravi di maltrattamento fisico del neonato e del lattante, rappresentando la prima causa di morte per abuso. Si verifica, per lo più, nel primo anno di vita, con una maggior frequenza nei primi sei mesi. La sindrome si realizza a seguito di violento scuotimento del bambino con conseguente grave sofferenza delle strutture encefaliche e successive importanti complicanze neurologiche e dello stato generale” spiega la dott.ssa Emanuela Piccotti direttore del Pronto Soccorso dell’Istituto Gaslini.
Ciò accade quando il bambino, trattenuto per il tronco, viene vigorosamente scosso; in questo caso il capo subisce rapidi movimenti di rotazione e, per le sue relativamente grandi dimensioni e una muscolatura del collo ancora inadeguata, il contenuto della cavità del cranio o encefalo (cervello, cervelletto e midollo allungato) va incontro a rapida accelerazione e decelerazione con trauma contusivo contro la scatola cranica, lesione dei nervi e rottura dei vasi sanguigni con emorragie.
Tale forma di maltrattamento è spesso conseguente a pianto inconsolabile, “non tollerato” dai genitori o, più raramente, da altre figure che accudiscono il bambino; spesso i genitori arrivano a questi gesti estremi perché fortemente provati dalla stanchezza o perché travolti dalla sensazione di inadeguatezza nel risolvere le cause del pianto.
Nella maggior parte dei casi i bruschi movimenti vengono effettuati nell’intento di calmare il piccolo, senza una chiara consapevolezza dei gravi danni che si possono arrecare ad un encefalo estremamente delicato e ignorandone la gravità delle conseguenze.