Crisi idrica: l’Italia a secco tra inerzia politica e allarme sociale. La denuncia del Codacons

Roma, 3 gennaio 2024 – Se è del tutto evidente la necessità di affrontare con urgenza la carenza idrica e trovare nuovi modi per finanziare i lavori di ristrutturazione delle tubature che perdono, come sostenuto dalla commissaria Ue, il silenzio della politica italiana su un tema cruciale per il presente e il futuro del nostro Paese è agghiacciante e rivela la mancanza di una qualsiasi visione di lungo periodo in materia, a prescindere dagli schieramenti politici.

Il Codacons, che è intervenuto diverse volte sulla crisi idrica senza precedenti esplosa nel corso del 2024, con una siccità particolarmente grave che ha colpito duramente regioni come Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna, denuncia una situazione – in larghe parti d’Italia – ormai insostenibile: la cronaca recente è satura di testimonianze riguardo razionamenti, invasi svuotati e proteste popolari, mentre i problemi di sempre – la rete idrica sempre più vetusta, le perdite idriche colossali – sembrano senza soluzione. E la certezza è che la situazione, in assenza di interventi e soluzioni, peggiorerà ulteriormente.

L’Associazione invita quindi i partiti italiani a sviluppare proposte e soluzioni per risolvere questa emergenza: che, come noto, è il prodotto di una combinazione tra il cambiamento climatico e una gestione idrica carente ormai ultradecennale.

“Nessuno parla di come risolvere la crisi idrica, uno dei problemi più importanti per l’Italia di oggi e di domani – dichiara il presidente Carlo Rienzi – Vediamo quando i partiti si accorgeranno che sono queste le priorità del Paese, intorno a cui mobilitare le migliori energie nazionali”, conclude.

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