Papa Francesco e il rischio sepsi, l’appello degli anestesisti per una diagnosi tempestiva

Roma, 26 febbraio 2025 – Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio presso il Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale, presenta un quadro clinico che desta preoccupazione. Fin dall’inizio, i medici hanno evidenziato il rischio di sepsi, una sindrome clinica grave e potenzialmente fatale che si verifica quando l’organismo reagisce in modo anomalo a un’infezione, compromettendo la funzione di organi vitali. Il rischio è particolarmente elevato nei pazienti anziani, come il Santo Padre, a causa della maggiore vulnerabilità del sistema immunitario.

La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) lancia un appello affinché la sepsi non venga mai sottovalutata, in nessun paziente. La sepsi rappresenta una delle principali cause di morte a livello globale, con oltre 50 milioni di casi ogni anno e circa 11 milioni di decessi, equivalenti a un decesso ogni 2,8 secondi. In Europa colpisce oltre 3 milioni di persone, con quasi 700.000 decessi annui. Molti di questi decessi potrebbero essere evitati con una diagnosi precoce e trattamenti tempestivi.

Il riconoscimento precoce di questa condizione e un intervento tempestivo sono essenziali per aumentare le possibilità di sopravvivenza. “La sepsi non è un evento raro e imprevedibile, ma una minaccia concreta che può colpire chiunque, a qualsiasi età, in qualsiasi contesto clinico, come evidenziano le preoccupazioni per la salute del pontefice – dichiara Elena Bignami, presidente SIAARTI – Ecco perché ogni medico e ogni struttura sanitaria deve essere pronto a identificarla rapidamente e a trattarla con la massima urgenza. La tempestività è tutto: anche poche ore possono fare la differenza tra la vita e la morte”.

Nel caso di Papa Francesco, non è chiaro se sia presente una condizione di sepsi, ma se così fosse, sarebbe già sotto controllo grazie all’inizio tempestivo della terapia antibiotica, come dimostra la stabilità del quadro clinico riportata dai bollettini medici.

Questi giorni di attenzione mediatica sulla salute del Pontefice hanno anche messo in luce il ruolo fondamentale degli anestesisti-rianimatori, professionisti che gestiscono in modo olistico i pazienti critici, dall’insufficienza respiratoria a quella renale, fino al trattamento della sepsi. Numerosi specialisti in anestesia, rianimazione e terapia intensiva sono stati intervistati sui media per spiegare il quadro clinico del Papa, a conferma di quanto la loro disciplina sia centrale nella gestione globale del paziente critico.

SIAARTI ribadisce la necessità di un impegno concreto da parte delle istituzioni per promuovere la conoscenza della sepsi tra il personale medico e i cittadini. Una maggiore consapevolezza può facilitare il riconoscimento precoce dei sintomi e garantire interventi tempestivi, salvando vite. Solo con un’azione sinergica tra medici, istituzioni e società civile sarà possibile ridurre il devastante impatto della sepsi sulla salute pubblica.

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