Diabete, la prevenzione a tavola. Fatebenefratelli-Isola Tiberina si illumina di blu, esperti a confronto

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Roma, 12 novembre 2019 – Il Fatebenefratelli-Isola Tiberina torna ad illuminarsi, stavolta di blu, per la prevenzione del diabete in adesione alla Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla patologia. E lo fa venerdì 15 novembre, a partire dalla tavola, con lo chef Alessandro Circiello, in un incontro pubblico sul tema dell’alimentazione e degli stili di vita da adottare in famiglia, al quale interverranno società scientifiche, associazioni di pazienti e istituzioni.

L’incontro avrà inizio alle 17.00 e culminerà alle 19.00 con l’accensione simbolica delle luci che tingerà l’Isola di blu per “proteggere la famiglia dal diabete”.
Vera e propria emergenza sociale legata a sedentarietà e stili di vita inappropriati, la malattia registra nel mondo 425 milioni di persone colpite, con proiezioni in costante crescita (fino a 550 milioni nel 2030, secondo l’International Diabetes Federation).

“Il ruolo della famiglia è centrale – spiega Simona Frontoni, Direttrice della UOC di Diabetologia ed Endocrinologia al Fatebenefratelli-Isola Tiberina, e professoressa di Endocrinologia all’Università di Tor Vergata – Il diabete di tipo 2 si può prevenire nel 50% dei casi. Il cibo che scegliamo e le opportunità di movimento che sappiamo cogliere sono strumenti fondamentali per un’adeguata prevenzione. È necessario in tal senso promuovere un cambiamento culturale, con il contributo e l’alleanza di tutte le forze in campo”.

La Diabetologia del Fatebenefratelli-Isola Tiberina accoglie pazienti da tutto il Lazio e da molte parti d’Italia ed è un importante centro di ricerca universitario, dove ogni anno si assistono oltre 4.000 pazienti, fornendo loro approcci diagnostici e terapeutici all’avanguardia, in particolare nell’ambito della gestione delle nuove tecnologie per la cura della malattia diabetica.

In linea con questo approccio è l’aspetto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per arginare i danni causati dal cibo spazzatura e incentivare  l’attività fisica, riducendo il numero di nuovi casi e portando ad un miglior controllo gli episodi di malattia già diagnosticati.

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