Tumori della pelle in aumento, occhio all’esposizione solare. Ricerca e prevenzione le armi vincenti

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Milano, 20 giugno 2018 – L’esposizione ai raggi solari ha diversi effetti positivi sull’organismo – principalmente perché stimola la produzione della vitamina D – ma i raggi ultravioletti UVA e UVB contribuiscono alla formazione dei tumori della pelle. In particolare l’esposizione ai raggi UV raddoppia il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo, uno dei principali tumori che insorgono in giovane età: in Italia è il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni, sia per gli uomini che per le donne.

Se è comunque opportuno proteggersi dai raggi solari anche in inverno e in città, in estate il rischio aumenta, sia per estensione della superficie esposta, sia per i tempi di esposizione prolungati. Per questo, con l’inizio del periodo estivo l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ricorda al pubblico l’importanza della prevenzione e della corretta esposizione al sole e presenta i più recenti progressi raggiunti dai ricercatori, al lavoro per rendere il melanoma sempre più curabile.

“I ricercatori AIRC sono in prima linea a livello internazionale nella ricerca sul melanoma: dopo molti anni di studi, tentativi e passi avanti nella conoscenza, grazie anche al loro importante contributo c’è stata una vera e propria svolta nella cura di questa neoplasia, soprattutto con l’immunoterapia e la messa a punto di protocolli combinati con altri approcci terapeutici – spiega Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di AIRC – Proprio partendo dai successi clinici dell’immunoterapia in questo campo, questo approccio è studiato anche per la cura di altri tipi di tumore, in aggiunta a chirurgia, radioterapia e chemioterapia”.

Si stima che nel 2017 in Italia 14.000 persone, 7.300 uomini e 6.700 donne, abbiano ricevuto una diagnosi di melanoma della cute, che rappresenta il 3% di tutti i tumori. Il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo è elevato sia negli uomini (se ne ammala 1 su 63) sia nelle donne (1 su 81). Purtroppo questi numeri sono in costante aumento: l’incidenza cresce ogni anno del 4,4% nella popolazione maschile e del 3% in quella femminile.

La buona notizia è che la sopravvivenza a 5 anni per i melanomi cutanei in Italia è pari all’86,8%, percentuale che sale fino al 93,6% nei pazienti giovani (15-44 anni).

La ricerca sui tumori della pelle
La sopravvivenza a 5 anni per i melanomi cutanei è arrivata a quasi l’87% grazie ai progressi della ricerca, che stanno modificando drasticamente il trattamento di questa patologia. AIRC sta dando un importante contributo a questi progressi: nel solo 2018 ha destinato oltre 2,6 milioni di euro per 34 progetti e borse di studio sui tumori della pelle.

I progetti sostenuti da AIRC in questo ambito si stanno concentrando su diversi filoni:

  • lo studio di nuovi farmaci immunoterapici e della combinazione dell’immunoterapia con le terapie mirate e altri trattamenti disponibili (ad esempio chirurgia e radioterapia), nelle forme avanzate di melanoma;
  • la comprensione dei meccanismi di progressione tumorale, anche attraverso l’analisi del profilo genetico della malattia in pazienti colpiti da melanoma familiare o pediatrico, per identificare mutazioni che predispongono al melanoma;
  • l’identificazione di biomarcatori prognostici e la messa a punto di strumenti innovativi per identificare i pazienti a rischio e strategie terapeutiche per prevenire le recidive;
  • lo studio di come aumentare l’efficacia delle attuali terapie, con l’obiettivo di superare le resistenze;
  • la valutazione del ruolo del sistema immunitario nel decorso della malattia e del suo potenziamento attraverso un cambiamento degli stili di vita.
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